Renato Hirsch, industriale ebreo di origine tedesca, l’acquistò nel 1924. Operò una decisa ristrutturazione, anche tramite l’utilizzo di materiali ricercati. L’architettura che si può osservare riprende gli elementi del rinascimento estense, scelta suggerita dalle celebrazioni ariostesche del 1928. Il parco rivaleggiava per dimensioni con quello del vicino Palazzo Massari. Si dice che ospitava anche un campo da tennis e per questo si crede possa aver ispirato Giorgio Bassani ne “Il giardino dei Finzi Contini”. Il frazionamento della proprietà cominciò nel 1942, ma più di una traccia ancor oggi la si può incontrare: il muro merlato, il piccolo gazebo, gli arredi in pietra, le colonne e i capitelli.