Al centro della corte d'onore, si può osservare il complesso sistema realizzato per raccogliere e conservare l'acqua necessaria all'uso domestico. Si tratta di una grande vasca rettangolare, con pareti impermeabilizzate in cocciopesto*, in origine completamente riempita di sabbia fine. Durante i temporali l'acqua piovana penetrava nella vasca, attraversava i diversi strati di sabbia e confluiva verso due grandi cisterne tra loro comunicanti: una dotata di bocca e circolari destinata a filtrare ulteriormente l'acqua; l'altra a riceverla e conservarla per permetterne l'uso, attraverso la parte esterna della struttura, la vera da Pozzo. Questi sistemi, così detti alla Veneziana, si diffusero a partire dal XIII secolo, in città come Venezia e Ferrara. Nei periodi di siccità le cisterne potevano essere riempite anche con acqua fluviale.
Struttura e funzionamento delle Cisterne alla Veneziana
Invaso sotterraneo: Un'ampia buca scavata nel terreno, impermeabilizzata con uno spesso strato di argilla per evitare l'infiltrazione di acqua salmastra.
Filtrazione: L'invaso veniva riempito con strati di sabbia di fiume di diverse granulometrie, che agivano da filtro naturale.
Raccolta dell'acqua: L'acqua piovana scendeva attraverso dei tombini in pietra, i "gattoli" o "pilelle", posizionati nel campo attorno al pozzo.
Canna del pozzo: Una struttura centrale, costruita con mattoni speciali (chiamati "pozzali"), che arrivava al centro della cisterna per prelevare l'acqua filtrata.
Vera da pozzo: La parte più visibile e decorata, spesso in pietra d'Istria, che sormontava la canna del pozzo e serviva a proteggere la struttura e ad adornare la piazza.