Il Giardino di Palazzo Paradiso

Video realizzato con il supporto dell'intelligenza artificiale generativa, a partire da fotografie originali del giardino


Un luogo ricco di storia

Il giardino di Palazzo Paradiso, oggi parte integrante della Biblioteca Comunale Ariostea, è uno spazio verde che custodisce una storia secolare, strettamente legata alle vicende culturali e scientifiche della città di Ferrara.
Palazzo Paradiso fu costruito nel 1391 per volontà di Alberto V d’Este, come dimora signorile della famiglia estense. L’origine del nome è tradizionalmente ricondotta all’ipotesi che richiama il giardino recintato medievale, l’hortus conclusus, immagine simbolica del paradiso terrestre e caratteristica delle antiche residenze.
Nel 1567 il palazzo fu concesso in affitto alla Municipalità da Ippolito d’Este e venne acquisito definitivamente nel 1586, per essere destinato a sede dello Studio ferrarese, l’antica Università cittadina. Con il nuovo ruolo dell’edificio, anche il giardino cambiò funzione: da spazio legato alla residenza estense divenne progressivamente un luogo dedicato allo studio e alla conoscenza delle piante.


Dall’orto dei semplici all’Orto botanico universitario

Gli studi botanici a Ferrara vantano origini antiche. Durante il Rinascimento, la vivacità culturale della corte estense favorì lo sviluppo delle scienze mediche e l’attività di illustri studiosi, tra cui Nicolò Leoniceno, Antonio Musa Brasavola e Gabriele Falloppio.
Le prime attestazioni documentarie del giardino di Palazzo Paradiso, destinato alla coltivazione dei semplici, ovvero delle piante medicinali, risalgono al 1729. L’Orto botanico dell’Università di Ferrara fu istituito ufficialmente nel 1771, con i nuovi statuti universitari.
Nel 1772, il prefetto Francesco Maria Giacomini pubblicò un catalogo che comprendeva 2.800 taxa vegetali, testimonianza della ricchezza delle collezioni e del ruolo scientifico e didattico dell’orto. Nei primi decenni dell’Ottocento, sotto la direzione di Antonio Campana, le raccolte si ampliarono ulteriormente, passando da 4.200 specie censite tra il 1812 e il 1815 a 5.500 nel 1824. Campana introdusse inoltre il tepidario nelle serre, per proteggere le piante durante l’inverno.
I documenti d’archivio testimoniano l’evoluzione dell’Orto botanico attraverso le attività di coltivazione, manutenzione e ampliamento delle collezioni, restituendo l’immagine di uno spazio dedicato alla ricerca, all’insegnamento e allo studio delle proprietà e degli impieghi delle piante.


Le trasformazioni e il trasferimento

Tra la fine dell’Ottocento e il Novecento, l’Orto botanico attraversò una fase di trasformazioni e trasferimenti, fino a trovare la sua sede attuale a Palazzo Turchi-Di Bagno, in corso Porta Mare 2B, a Ferrara.
Il giardino di Palazzo Paradiso conserva ancora oggi la memoria di questa importante stagione scientifica e del ruolo svolto dall’Università nella storia culturale della città.


Il Ginkgo biloba, custode della memoria

Simbolo del giardino di Palazzo Paradiso, il Ginkgo biloba è riconosciuto come albero monumentale per le sue dimensioni, la sua età e il suo valore storico e culturale. L’esemplare, maschile, raggiunge circa 20 metri di altezza e presenta una circonferenza del tronco superiore ai 4,5 metri.
La prima attestazione documentaria certa della sua presenza nell’Orto botanico universitario risale al 1812: nel catalogo compilato in quell’anno, Antonio Francesco Campana, direttore dell’Orto, lo registrò con il nome scientifico Salisburia adiantifolia, oggi non più accettato.
Una testimonianza che documenta non solo la storia dell’albero, ma anche l’evoluzione della nomenclatura botanica.
Ogni autunno il ginkgo attira lettori e visitatori, quando le sue foglie passano dal verde al giallo dorato, trasformando il giardino in uno scenario suggestivo.


Il Ginkgo in autunno. Fotografia di Fausto Natali

Il Ginkgo in autunno. Fotografia di Fausto Natali


Un giardino per leggere e incontrarsi

Oggi il giardino di Palazzo Paradiso è uno spazio aperto alla cittadinanza, dove la memoria storica incontra la vita quotidiana della Biblioteca Comunale Ariostea. Scomparso l’antico impianto geometrico che organizzava le collezioni botaniche, il prato e la vegetazione accolgono chi desidera leggere, studiare, conversare o semplicemente concedersi una pausa nel verde.
Le sedute collocate nel giardino e nella corte d’onore permettono di vivere gli spazi esterni durante la bella stagione, offrendo un ambiente piacevole per la lettura e lo studio all’aperto. Il giardino ospita inoltre iniziative culturali, contribuendo a rafforzare il ruolo della biblioteca come luogo di incontro, partecipazione e condivisione del sapere.
Il progetto Di foglia in foglio. Il giardino della Biblioteca Comunale Ariostea a Palazzo Paradiso, fra storia, natura e letteratura nasce dal desiderio di riscoprire questo patrimonio, mettendo in dialogo la storia del luogo, la ricchezza del mondo vegetale e la vocazione culturale della biblioteca.
Il giardino continua così a essere uno spazio di conoscenza e meraviglia: un luogo in cui storia, natura e letteratura si intrecciano, offrendo a cittadini e visitatori l’occasione di scoprire un aspetto prezioso del patrimonio culturale ferrarese.



Foto dal concerto del pianista Marcelo Cesena nel giardino della Biblioteca Ariostea, davanti al Ginkgo biloba L. Fotografia di Fausto Natali ©

Foto dal concerto del pianista Marcelo Cesena nel giardino della Biblioteca Ariostea, davanti al Ginkgo biloba L. Fotografia di Fausto Natali ©


Biodiversità in giardino: conoscere, osservare, partecipare

Picchio rosso maggiore <i>(Dendrocopos major)</i>

Picchio rosso maggiore (Dendrocopos major)

Geco comune <i>Tarentola mauritanica</i>

Geco comune Tarentola mauritanica

I giardini storici cittadini sono molto più che spazi verdi dedicati alla sosta e alla socialità: rappresentano ambienti preziosi per la biodiversità urbana, nei quali alberi, arbusti, piante erbacee e animali contribuiscono alla ricchezza ecologica della città.
Il giardino di Palazzo Paradiso è un esempio di questo intreccio tra patrimonio storico e naturale. Tra le essenze arboree e arbustive presenti si trovano la magnolia (Magnolia grandiflora), il cachi (Diospyros kaki), il tasso (Taxus baccata), l’acero americano (Acer negundo), il bagolaro (Celtis australis), l’oleandro (Nerium oleander), l’alloro (Laurus nobilis), il calicanto (Chimonanthus praecox) e il ciliegio selvatico (Prunus avium). Specie diverse per caratteristiche e cicli stagionali, che contribuiscono a creare un ambiente articolato, capace di offrire risorse e rifugio a numerosi organismi.
Accanto alla componente vegetale, anche la fauna contribuisce a rendere vivo questo spazio. Specie diverse per caratteristiche e cicli stagionali, che contribuiscono a creare un ambiente articolato, capace di offrire risorse e rifugio a numerosi organismi. I tanti piccoli visitatori del giardino testimoniano la varietà degli animali che possono essere incontrati negli ambienti urbani e invitano a guardare con maggiore attenzione alla vita che si sviluppa tra alberi, vegetazione ed edifici.


Osservare la biodiversità: un’esperienza di citizen science

La biodiversità del giardino è stata oggetto di un progetto didattico realizzato in collaborazione con il Museo civico di Storia naturale di Ferrara, diretto oggi da Carla Corazza, e l’Associazione Didò. L’iniziativa, rivolta alla sensibilizzazione dei più giovani, ha permesso di sperimentare sul campo alcune metodologie di osservazione e documentazione della fauna urbana.
L’attività si è concentrata sugli invertebrati presenti nel giardino, attraverso la ricerca diretta tra la vegetazione, l’utilizzo di retini e trappole per il campionamento e l’osservazione degli organismi raccolti. Gli esemplari sono stati fotografati e identificati, per poi essere rilasciati. Le osservazioni sono state registrate sulla piattaforma online iNaturalist, corredate da immagini e informazioni sulla loro posizione geografica.
L’esperienza, svolta nel maggio 2017, ha portato alla raccolta di 50 osservazioni relative a 14 specie animali, successivamente inserite nel progetto Biodiversità del delta del Po.
Questa attività rappresenta un esempio di citizen science, o scienza partecipata, un approccio che coinvolge i cittadini nella raccolta e nella condivisione di dati utili alla conoscenza della biodiversità. Anche un giardino storico nel cuore della città può così diventare un laboratorio a cielo aperto, dove l’osservazione diretta della natura si intreccia con l’educazione ambientale e la ricerca scientifica.
Le osservazioni naturalistiche registrate nell’area sono consultabili sul sito iNaturalist, cercando la località Giardino, Palazzo Paradiso, Ferrara.


Per approfondire

G. Fabbri, R. Lolli, C. Mezzetti, B. Morsiani, A. Poli (a cura di)
Di foglia in foglio. Storia e storie nel giardino di Palazzo Paradiso,
Ferrara, Biblioteca Comunale Ariostea

Flyer Orto Botanico a Palazzo Paradiso

Antonio Campana

Antonio Campana

Breve scheda biografica
Antonio Francesco Campana
Prefetto dell’Orto botanico dal 1803 fino alla sua morte, nel 1832