Concerti Vasco Rossi: 50 volontari UNITALSI a serata per l'accessibilità al Parco Urbano

Centinaia di persone con disabilità accompagnate alla pedana riservata grazie a 12 veicoli attrezzati provenienti da tutta l'Emilia-Romagna.

Data:

10/06/2026

Mentre Vasco Rossi infiammava il palco davanti a sessantamila persone per sera, c’era un altro spettacolo che si svolgeva lontano dai riflettori. Un concerto fatto di sorrisi, mani tese, carrozzine accompagnate lungo i percorsi del Parco Urbano e volontari che, per ore, hanno lavorato affinché nessuno si sentisse escluso e tutti potessero gioire dell’esperienza musicale.

 

Il 5 e 6 giugno, durante il doppio appuntamento del Vasco Live a Ferrara, l’UNITALSI Emilia-Romagna ha permesso a centinaia di persone con disabilità di vivere il concerto senza difficoltà. Un servizio oggi più che mai fondamentale, che ha trasformato un grande evento musicale in un autentico esempio di inclusione e accessibilità.

 

Dietro ogni spettatore arrivato alla pedana riservata c’era una storia. C’era chi sognava da anni di assistere a un concerto di Vasco, chi aveva affrontato un lungo viaggio con la famiglia e chi temeva che la complessità organizzativa di un evento da più di 120.000 presenze potesse diventare un ostacolo insormontabile.

 

L’associazione, da sempre impegnata nell’assistenza alle persone fragili e con disabilità, ha garantito un fondamentale servizio di accoglienza e supporto logistico per consentire a tutti di vivere in piena sicurezza l’emozione del grande evento musicale.

 

Per ciascuna delle due serate sono stati impiegati circa 50 volontari preparati e formati per l’evento, affiancati da 12 veicoli attrezzati provenienti dalle sezioni regionali dell’Emilia-Romagna di Bologna, Carpi, Faenza, Ferrara, Forlì, Lugo, Modena, Parma e Ravenna.

 

Il compito dei volontari è stato quello di assistere le persone con disabilità fin dal loro arrivo nell’area dedicata di via Gramicia, accompagnandole successivamente con l’ausilio dei veicoli attrezzati, guidati dagli equipaggi preparati e attenti alla sicurezza, verso la piattaforma rialzata, realizzata appositamente e riservata, all’interno dell’area concerto in una zona ricca di servizi dedicati e facilmente accessibili.

 

Un’attività complessa e delicata che ha richiesto professionalità, gentilezza, coordinamento e grande spirito di servizio.

 

Per alcuni giovani volontari questa è stata una delle prime esperienze in cui poter vivere il servizio e lo spirito dell’associazione, nel suo mettersi a disposizione degli altri, avvicinandosi al modello di servizio che contraddistingue l’associazione partecipando attivamente e con dedizione.

 

L’intervento dell’UNITALSI si è inserito nel più ampio piano di sicurezza predisposto dalle istituzioni locali, dalle forze dell’ordine, dal sistema sanitario e dagli organizzatori per gestire un appuntamento che si è confermato tra i più importanti dell’anno per affluenza e complessità organizzativa.

 

Il vero valore dell’intervento dell’UNITALSI è stato quello di offrire serenità: accompagnare, sostenere, rassicurare, orientare ed ascoltare essendo presenti nella gestione di tutte le difficoltà legate ad una complessa organizzazione come quella messa in campo e tutti gli ostacoli che si possono essere presentati.

 

Tra i volontari era presente anche personale con competenze sanitarie che hanno svolto un magistrale lavoro di supporto e prevenzione durante le ore più calde delle giornate.

 

Chi ha vissuto il concerto ha raccontato di un’organizzazione che si è dimostrata capace di accogliere un pubblico eterogeneo, composto da famiglie, giovani, anziani e persone provenienti da tutta Italia, in un clima festoso e partecipativo. La presenza di servizi dedicati alle persone con disabilità è stata percepita non come un elemento accessorio, ma come una parte integrante dell’evento.

 

L’UNITALSI, nel pieno spirito della sua missione, non era lì soltanto per gestire gli spostamenti ma come presenza umana volta alla gestione ed alla comprensione delle difficoltà sostenendo il concetto che anche la cultura e la musica non devono avere barriere.

 

Molti volontari hanno offerto il proprio tempo libero e le proprie energie per permettere ad altri di cantare, tra le tante, “Albachiara”, “Sally” o “Vita Spericolata” sotto lo stesso cielo e con la stessa emozione di chiunque altro. È questa la forza del volontariato: rendere straordinariamente normale ciò che per qualcuno rischia di essere complicato.

 

Ferrara aveva già sperimentato questo modello durante altri grandi eventi musicali nel corso di questi anni in un, ormai consolidato, sodalizio con l’associazione UNITALSI, ma il doppio concerto di Vasco Rossi ha confermato ancora una volta quanto l’inclusione non sia soltanto una parola da pronunciare nei discorsi ufficiali ma sia una realtà costruita con l’impegno, una scelta organizzativa mirata, una responsabilità collettiva e soprattutto un gesto concreto.

 

Quando le luci del palco si sono spente e le ultime note sono svanite nella notte, tutti sono stati aiutati nel tornare a casa portandosi i ricordi di due concerti memorabili.

 

Ma per molte persone la musica non si è fermata lì perché in quell’ambito sono nate anche amicizie che si sono tradotte in nuovi dialoghi e condivisioni.

 

Perché la vera emozione non è stata soltanto ascoltare Vasco é stata poter vedere la gioia accendersi nelle persone.

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Data pubblicazione

10/06/2026

Aggiornamento

10/06/2026 11:55