Il Consiglio comunale ha approvato il PUG, il Piano Urbanistico Generale che definisce la visione strategica della Ferrara dei prossimi decenni, guidando le trasformazioni della città e delle sue frazioni fino al 2050. 19 favorevoli, 9 contrari. Si chiude un percorso avviato quattro anni fa: la città da oggi si dota di uno strumento che coniuga la tutela dello straordinario patrimonio di Ferrara alle esigenze di crescita, innovazione e sviluppo del territorio comunale.
Con l’approvazione del PUG, ha ricordato il sindaco Fabbri, Ferrara entrerà nel ristretto gruppo dei Comuni emiliano-romagnoli che hanno concluso l’iter: 45 su 330, circa il 13%. Tra questi figurano soprattutto capoluoghi di provincia lungo la via Emilia. Ferrara entra così in una minoranza virtuosa che ha saputo definire regole chiare per il futuro di un territorio vasto e complesso come il nostro, mettendolo al riparo da scelte arbitrarie.
“È stato un percorso complesso e approfondito, costruito insieme a istituzioni, tecnici, ordini professionali, imprese e aziende, associazioni e cittadini, forze politiche ed enti, che ringrazio per il lavoro svolto e la collaborazione. Il PUG rappresenta lo strumento attraverso il quale Ferrara potrà governare in modo organico e consapevole il proprio sviluppo, tenendo insieme tutela del territorio, rigenerazione urbana, sostenibilità e opportunità per il tessuto economico e produttivo”, ha aggiunto l’assessore all’Urbanistica Stefano Vita Finzi Zalman.
Il voto di oggi ha riguardato la fase conclusiva del procedimento. Il Consiglio aveva già adottato il PUG nel dicembre 2024, pronunciandosi sulle scelte del Piano e sulle osservazioni presentate. L’approvazione recepisce l’intesa raggiunta nel Comitato Urbanistico di Area Vasta (CUAV), al termine del confronto tra Comune, Provincia, Regione e gli altri enti coinvolti.
L’approvazione consiliare precede l’entrata in vigore del Piano, prevista con la successiva pubblicazione dell’avviso sul Bollettino ufficiale regionale. L’Amministrazione prevede di portare in Consiglio il nuovo Regolamento Edilizio entro metà ottobre, per coordinare l’applicazione dei due strumenti.
Il PUG Piano Urbanistico Generale
L'obiettivo è stato quello di ottenere dei risultati di semplificazione, di riqualificazione e di rilancio economico. Il PUG definisce le regole per la rigenerazione delle aree dismesse, la tutela del territorio per le nuove costruzioni, i servizi e i futuri insediamenti. La scelta più netta riguarda la limitazione del consumo di nuovo suolo.
Il cuore del nuovo Piano urbanistico di Ferrara è infatti la rigenerazione dell’esistente: recuperare ciò che oggi è dismesso o degradato, con regole che aiutino a verificare fin dall’inizio la sostenibilità degli interventi e a scongiurare nuovi comparti incompiuti, come avvenuto in passato. Ogni eventuale proposta di urbanizzazione dovrà d’ora in poi dimostrare un beneficio concreto per Ferrara e ottenere il via libera del Consiglio comunale.
Fuori dal territorio urbanizzato, il PUG fissa un limite massimo di trasformazione pari al 3% della superficie di riferimento, circa 138 ettari fino al 2050 (e non più di 1.650 ettari, come segnavano le previsioni delle passate pianificazioni di espansione). Il Piano affronta inoltre le sfide poste dai cambiamenti climatici e dai nuovi bisogni energetici e tutela le specificità di Ferrara - tra cui il Polo chimico, l’Università, le frazioni, il Parco Urbano -, offrendo un quadro certo per cittadini, professionisti e imprese che intendono investire nel territorio.
Temi e obiettivi
Semplificazione e celerità: Sostituisce i vecchi strumenti complessi (come PSC e RUE) con un quadro strutturale chiaro, demandando i dettagli agli accordi operativi per velocizzare le procedure.
Incentivi e premialità: Promuove interventi di sostituzione o addensamento urbano riconoscendo diritti edificatori aggiuntivi e sgravi (es. gratuità dei mutamenti d'uso senza opere per la rigenerazione).
Sostenibilità e qualità: Vincola le trasformazioni a una preventiva "Strategia per la qualità urbana ed ecologico-ambientale", garantendo il miglioramento sismico, l'efficientamento energetico e adeguate dotazioni ecologiche.
Sblocco degli investimenti: Favorisce la collaborazione pubblico-privato attraverso gli accordi operativi, sbloccando ingenti risorse economiche per la riqualificazione delle città.