Il Giardino di Palazzo Paradiso
Video realizzato con il supporto dell'intelligenza artificiale generativa, a partire da fotografie originali del giardino
Un luogo ricco di storia
Il giardino di Palazzo Paradiso, oggi parte integrante della Biblioteca Comunale Ariostea, è uno spazio verde che custodisce una storia secolare, strettamente legata alle vicende culturali e scientifiche della città di Ferrara.
Palazzo Paradiso fu costruito nel 1391 per volontà di Alberto V d’Este, come dimora signorile della famiglia estense. L’origine del nome è tradizionalmente ricondotta all’ipotesi che richiama il giardino recintato medievale, l’hortus conclusus, immagine simbolica del paradiso terrestre e caratteristica delle antiche residenze.
Nel 1567 il palazzo fu concesso in affitto alla Municipalità da Ippolito d’Este e venne acquisito definitivamente nel 1586, per essere destinato a sede dello Studio ferrarese, l’antica Università cittadina. Con il nuovo ruolo dell’edificio, anche il giardino cambiò funzione: da spazio legato alla residenza estense divenne progressivamente un luogo dedicato allo studio e alla conoscenza delle piante.
Dall’orto dei semplici all’Orto botanico universitario
Le trasformazioni e il trasferimento
Tra la fine dell’Ottocento e il Novecento, l’Orto botanico attraversò una fase di trasformazioni e trasferimenti, fino a trovare la sua sede attuale a Palazzo Turchi-Di Bagno, in corso Porta Mare 2B, a Ferrara.
Il giardino di Palazzo Paradiso conserva ancora oggi la memoria di questa importante stagione scientifica e del ruolo svolto dall’Università nella storia culturale della città.
Il Ginkgo biloba, custode della memoria
Simbolo del giardino di Palazzo Paradiso, il Ginkgo biloba è riconosciuto come albero monumentale per le sue dimensioni, la sua età e il suo valore storico e culturale. L’esemplare, maschile, raggiunge circa 20 metri di altezza e presenta una circonferenza del tronco superiore ai 4,5 metri.
La prima attestazione documentaria certa della sua presenza nell’Orto botanico universitario risale al 1812: nel catalogo compilato in quell’anno, Antonio Francesco Campana, direttore dell’Orto, lo registrò con il nome scientifico Salisburia adiantifolia, oggi non più accettato.
Una testimonianza che documenta non solo la storia dell’albero, ma anche l’evoluzione della nomenclatura botanica.
Ogni autunno il ginkgo attira lettori e visitatori, quando le sue foglie passano dal verde al giallo dorato, trasformando il giardino in uno scenario suggestivo.
La prima attestazione documentaria certa della sua presenza nell’Orto botanico universitario risale al 1812: nel catalogo compilato in quell’anno, Antonio Francesco Campana, direttore dell’Orto, lo registrò con il nome scientifico Salisburia adiantifolia, oggi non più accettato.
Una testimonianza che documenta non solo la storia dell’albero, ma anche l’evoluzione della nomenclatura botanica.
Ogni autunno il ginkgo attira lettori e visitatori, quando le sue foglie passano dal verde al giallo dorato, trasformando il giardino in uno scenario suggestivo.
Un giardino per leggere e incontrarsi
Oggi il giardino di Palazzo Paradiso è uno spazio aperto alla cittadinanza, dove la memoria storica incontra la vita quotidiana della Biblioteca Comunale Ariostea. Scomparso l’antico impianto geometrico che organizzava le collezioni botaniche, il prato e la vegetazione accolgono chi desidera leggere, studiare, conversare o semplicemente concedersi una pausa nel verde.
Le sedute collocate nel giardino e nella corte d’onore permettono di vivere gli spazi esterni durante la bella stagione, offrendo un ambiente piacevole per la lettura e lo studio all’aperto. Il giardino ospita inoltre iniziative culturali, contribuendo a rafforzare il ruolo della biblioteca come luogo di incontro, partecipazione e condivisione del sapere.
Il progetto Di foglia in foglio. Il giardino della Biblioteca Comunale Ariostea a Palazzo Paradiso, fra storia, natura e letteratura nasce dal desiderio di riscoprire questo patrimonio, mettendo in dialogo la storia del luogo, la ricchezza del mondo vegetale e la vocazione culturale della biblioteca.
Il giardino continua così a essere uno spazio di conoscenza e meraviglia: un luogo in cui storia, natura e letteratura si intrecciano, offrendo a cittadini e visitatori l’occasione di scoprire un aspetto prezioso del patrimonio culturale ferrarese.
Biodiversità in giardino: conoscere, osservare, partecipare
Osservare la biodiversità: un’esperienza di citizen science
La biodiversità del giardino è stata oggetto di un progetto didattico realizzato in collaborazione con il Museo civico di Storia naturale di Ferrara, diretto oggi da Carla Corazza, e l’Associazione Didò. L’iniziativa, rivolta alla sensibilizzazione dei più giovani, ha permesso di sperimentare sul campo alcune metodologie di osservazione e documentazione della fauna urbana.
L’attività si è concentrata sugli invertebrati presenti nel giardino, attraverso la ricerca diretta tra la vegetazione, l’utilizzo di retini e trappole per il campionamento e l’osservazione degli organismi raccolti. Gli esemplari sono stati fotografati e identificati, per poi essere rilasciati. Le osservazioni sono state registrate sulla piattaforma online iNaturalist, corredate da immagini e informazioni sulla loro posizione geografica.
L’esperienza, svolta nel maggio 2017, ha portato alla raccolta di 50 osservazioni relative a 14 specie animali, successivamente inserite nel progetto Biodiversità del delta del Po.
Questa attività rappresenta un esempio di citizen science, o scienza partecipata, un approccio che coinvolge i cittadini nella raccolta e nella condivisione di dati utili alla conoscenza della biodiversità. Anche un giardino storico nel cuore della città può così diventare un laboratorio a cielo aperto, dove l’osservazione diretta della natura si intreccia con l’educazione ambientale e la ricerca scientifica.
Le osservazioni naturalistiche registrate nell’area sono consultabili sul sito iNaturalist, cercando la località Giardino, Palazzo Paradiso, Ferrara.
