Monet, Van Gogh, Kandinsky, Mondrian: nomi che segnano le tappe di una svolta epocale. In meno di ottant’anni, tra Otto e Novecento, la pittura europea passa dall’osservazione diretta della natura alla dissoluzione del reale.
La mostra Da Monet a Van Gogh a Kandinsky. Nuovi sguardi sulla natura e la modernità. Capolavori dal Museum Boijmans Van Beuningen e da altre importanti collezioni – organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte in collaborazione con il Museum Boijmans Van Beuningen e con le Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara e curata da Sandra Kisters e Vasilij Gusella – racconta questo profondo cambiamento, seguendo la trasformazione del rapporto tra l’artista e il mondo visibile.
Al centro del percorso sono il paesaggio – naturale e urbano – e la vita moderna, che diventano il terreno privilegiato di una ricerca destinata a investire il modo stesso di percepire e rappresentare la realtà. La natura osservata dal vero, la luce, il colore, l’atmosfera, il dinamismo della città e le nuove esperienze della modernità conducono progressivamente verso una pittura nella quale il riferimento al mondo reale si fa sempre più tenue e linee, forme e colori acquistano una propria autonomia.
Il percorso prende avvio con i maestri della Scuola di Barbizon, che affermano una nuova sensibilità fondata sull’osservazione diretta della natura e sulla pratica della pittura en plein air. Questa esperienza trova in Italia una particolare declinazione con i macchiaioli, che elaborano un linguaggio costruito attraverso i rapporti di luce e colore. In Francia, l’impressionismo porta questa ricerca verso una nuova libertà, fondata sulla percezione dell’istante, sulla vibrazione cromatica e sulla restituzione delle sensazioni fugaci suscitate dal paesaggio.
In Olanda, la Scuola dell’Aia interpreta a sua volta la lezione della pittura dal vero attraverso una sensibilità più sobria e atmosferica, attenta alla luce diffusa, alle variazioni del cielo e all’umidità dell’aria. A partire dagli anni Ottanta dell’Ottocento, postimpressionisti e divisionisti aprono strade ulteriormente diverse: la forma e il colore acquistano autonomia, lo spazio viene ripensato e l’immagine si carica di valori simbolici ed emotivi. In Italia, il divisionismo sviluppa una particolare attenzione alla scomposizione della luce e alla sua vibrazione, spingendo la ricerca verso esiti sempre più lirici e interiori.
Intanto la città e la modernità irrompono nell’arte: il futurismo, la principale avanguardia italiana del primo Novecento, esalta il dinamismo e l’energia delle nascenti metropoli, mentre gli esponenti del cosiddetto Ritorno all’ordine recuperano il dialogo con la tradizione, la misura e la classicità. Allo stesso tempo, in Europa prende forma un processo che conduce verso l’astrazione. La realtà non scompare improvvisamente, ma viene progressivamente semplificata, trasformata e infine dissolta: ciò che conta non è più soltanto ciò che l’occhio vede, ma ciò che l’artista percepisce, ricorda, sente o immagina. Con Kandinsky e Mondrian, linee, forme e colori diventano così gli elementi di un linguaggio autonomo, capace di evocare una dimensione interiore e spirituale.
La mostra restituisce una stagione straordinariamente ricca di fermenti, sperimentazioni e talenti, attraverso le opere dei grandi protagonisti della pittura moderna europea. Tra questi Gustave Courbet, Claude Monet, Berthe Morisot, Camille Pissarro, Pierre-Auguste Renoir, Alfred Sisley, Edgar Degas, Paul Gauguin, Vincent van Gogh, Jacoba van Heemskerck, Paul Signac, Odilon Redon, Pablo Picasso, Pierre Bonnard, Édouard Vuillard, Wassily Kandinsky e Piet Mondrian. Accanto a loro, i maestri italiani: Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Giovanni Segantini, Gaetano Previati, Giovanni Boldini, Umberto Boccioni e Mario Sironi.
L’itinerario riunisce oltre 120 opere, per la maggior parte provenienti dalle collezioni del Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam, affiancate da una selezione di dipinti e disegni appartenenti a importanti raccolte pubbliche e private italiane, tra cui il Museo Giovanni Boldini di Ferrara. Il percorso è arricchito dal progetto multisensoriale Dalla natura vissuta al paesaggio interiore, che accompagna la visita attraverso suoni, odori e allestimento. In quattro sale, specifiche sollecitazioni sonore e olfattive evocano il rapporto con la natura, la percezione del paesaggio, la socialità della città moderna e il progressivo passaggio verso una dimensione interiore. A queste esperienze si affianca una scenografia costruita attraverso una progressiva variazione cromatica delle pareti e scandita da cinque portali luminosi, che partecipano visivamente alla trasformazione dello sguardo raccontata dalla mostra.
Patrocinata dalla Regione Emilia-Romagna e dall’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi in Italia e supportata da COPMA, la mostra Da Monet a Van Gogh a Kandinsky ha ottenuto la dichiarazione di rilevante interesse culturale dalla Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura.
Da Monet a Van Gogh a Kandinsky
Nuovi sguardi sulla natura e la modernità
Capolavori dal Museum Boijmans Van Beuningen e da altre importanti collezioni
Ferrara, Palazzo dei Diamanti
19 settembre 2026 – 10 gennaio 2027
A cura di
Sandra Kisters e Vasilij Gusella
Organizzata da
Fondazione Ferrara Arte in collaborazione con Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam e Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara
Con il patrocinio di
Regione Emilia-Romagna e Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi in Italia
Informazioni e prenotazioni
tel. 0532 244949 | diamanti@comune.fe.it
www.palazzodiamanti.it
Ufficio stampa
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