Casa dell’Ortolano: la vite maritata e le antiche coltivazioni tornano nel cuore di Ferrara

Completata la valorizzazione dell'ex Casa dei Polli: l'agricoltura di un tempo rinasce per trasmettere la storia contadina alle nuove generazioni.

Data:

25/08/2026

L’uva maritata cresce alla Casa dell’Ortolano, insieme a zucche, bietole, cavolfiori, erbe aromatiche e insalata. L’ex Casa dei Polli, recuperata e restituita alla città al termine di un’importante operazione di riqualificazione, riscopre così anche la propria vocazione agricola, attraverso coltivazioni e tradizioni legate alla storia delle campagne ferraresi.

 

La vite maritata è un antico sistema di coltivazione della vite, le cui origini vengono fatte risalire all’epoca etrusca, nel quale la pianta cresce sostenuta da alberi utilizzati come tutori. È stato voluto dal Comune di Ferrara per recuperare una tradizione delle campagne, dove le viti venivano utilizzate anche per segnare i confini e delimitare i poderi. Una tradizione tipica della nostra pianura che oggi viene riproposta negli spazi esterni della Casa dell’Ortolano, insieme all’orto, i cui prodotti saranno impiegati anche nella preparazione delle pietanze del ristorante.

 

“Quando abbiamo deciso di recuperare l’ex Casa dei Polli - dichiara il sindaco Alan Fabbri - non volevamo semplicemente ristrutturare un edificio, ma restituire vita a un luogo profondamente legato alla storia e all’identità del nostro territorio. Al termine di una grande operazione di riqualificazione, quella che per anni è stata conosciuta come Casa dei Polli è tornata a vivere senza perdere la propria anima di casa colonica della campagna ferrarese. Abbiamo voluto preservarne l’identità e trasformarla in un luogo capace di raccontare chi siamo, la nostra cultura e il rapporto che Ferrara ha sempre avuto con la propria terra. Oggi questo progetto si arricchisce ulteriormente e diventa anche un’occasione per trasmettere alle nuove generazioni conoscenze e tradizioni che rischierebbero altrimenti di andare perdute. Riqualificare significa anche questo: non cancellare ciò che c’era prima, ma recuperarlo e renderlo parte del futuro”.

 

“Il nostro obiettivo - spiega Michele Mazzanti, gestore dell’attività di ristorazione della Casa dell’Ortolano - è creare un legame il più possibile diretto tra quello che cresce qui e ciò che viene proposto a tavola. Nell’orto abbiamo oggi zucche, bietole, cavolfiori, erbe aromatiche e insalata: prodotti che saranno utilizzati anche nella preparazione delle pietanze del ristorante. Allo stesso tempo, il Comune ci ha esortato a recuperare la vite maritata, un antico sistema di coltivazione della vite che appartiene alla storia delle nostre campagne. La Casa dell’Ortolano nasce in un luogo che ha una precisa identità rurale e crediamo sia importante che anche l’attività di ristorazione sia coerente con questa storia, valorizzando i prodotti della terra, la stagionalità e il rapporto con il territorio”.

 

Si completa così la valorizzazione della Casa dell’Ortolano non soltanto dal punto di vista architettonico, ma anche attraverso il recupero del rapporto originario tra la casa colonica e la terra che la circonda, facendo del complesso uno spazio in cui storia, cultura rurale, produzione agricola e nuove funzioni convivono nel rispetto dell’identità del luogo.

Altre informazioni

Data pubblicazione

25/08/2026

Aggiornamento

25/08/2026 14:29