Cos'è
Per il ciclo “Non solo arte. Conversazioni di storia dell’arte a Palazzo Paradiso” (IX ed.)
Le origini dell’insediamento monastico di “santa Maria in Comacchio, detta Pomposia”, permangono incerte. La prima menzione – in una lettera papale – risale all’874. Variamente contesa, l’abbazia alla foce del Volano nel corso dell’undicesimo secolo costituì un fervido centro di interesse religioso, politico, economico e culturale. Fu luogo di soggiorno, meditazione e preghiera per esponenti dell’aristocrazia laica e religiosa. Gli anni dell’abbaziato di san Guido (ca. 1008-1046) – su cui ci si propone di portare, in particolare, l’attenzione – coincisero probabilmente con l’apogeo del monastero. Il 7 maggio del 1026 ebbe luogo la ridedicazione della chiesa. Testimone diretto e affezionato estimatore dell’esperienza ascetica pomposiana fu san Pier Damiani, che nel cenobio risiedette un paio anni (1040-41) e ai monaci di Pomposa dedicò il “De perfectione monachorum”.
In collaborazione con Biblioteca Comunale Ariostea e Società Dante Alighieri - Comitato di Ferrara APS
Pittore del secolo XI, Zaccaria, Giobbe e i papi Innocenzo I e Sotero, inizio sec. XI, affresco. Pomposa, controfacciata della chiesa (da: Pomposa. Storia. Arte. Architettura, a cura di A. Samaritani, C. Di Francesco, Ferrara, Corbo Editore, 1999, p. 97).