Cos'è
Dialoga con l’autore Matteo Provasi (Università di Ferrara)
La grande Storia racconta re, papi, corti, battaglie e condottieri, ma accanto a questa esiste una narrazione fatta di voci comuni: parroci, artigiani, mercanti, muratori, speziali e contadini che, tra piazze e taverne, hanno raccontato i grandi avvenimenti del loro tempo. È a queste voci “non autorizzate” che Duccio Balestracci dedica L’Erodoto che guarda i maiali e altre storie popolari 1300-1600, un viaggio attraverso quattro secoli di storia visto dal basso. Un ex guardiano di porci senese, uno speziale lunigiano, un muratore bolognese o un vinaio fiorentino diventano così inattesi testimoni della propria epoca, raccontando guerre, città e avvenimenti attraverso uno sguardo quotidiano e lontano dai racconti ufficiali.Accanto alla scrittura trova spazio la tradizione orale, con popolani che affidano alla terzina e soprattutto all’ottava rima il racconto della Storia, trasformandola in memoria condivisa e spettacolo nelle piazze e nelle taverne.Ne nasce un affresco vivace della società tra Medioevo e prima età moderna, nel quale le grandi vicende si intrecciano alle piccole storie di uomini e donne spesso rimasti ai margini della storiografia.
Duccio Balestracci, storico e professore emerito dell’Università degli Studi di Siena, è tra i più importanti studiosi italiani del Medioevo e della prima età moderna. Le sue ricerche hanno approfondito in particolare la società, la cultura popolare, le mentalità e la vita quotidiana, con una particolare attenzione alle voci e alle esperienze degli uomini e delle donne comuni.