Cos'è
Ne parlano con l'autrice: Marco Bresadola e Giovanni Ricci
Sono cinquecentesche le prime testimonianze in cui si disegna il mestiere del medico in termini di professione in accezione moderna. Nel processo del suo definirsi, una persistente variabile è l’articolato conflitto col mondo dei guaritori popolari, da cui i medici addottorati cercano di distinguersi e difendersi. Il volume mette a fuoco i percorsi formativi fra Sei e Settecento, e illustra la messa a punto di un quadro di moderna deontologia professionale nella relazione fra medico e paziente. Rimangono sullo sfondo della narrazione le tappe dei progressi scientifici in medicina, mentre il lettore viene condotto attraverso le fonti nel mondo della malattia e della cura, nei secoli precedenti le grandi riforme del secondo Settecento. Vengono ridimensionate inoltre fantasie retrospettive, non ultimo il luogo comune che vuole diffusa l’opinione che la malattia fosse punizione divina. Viceversa, emerge dai documenti un’assoluta laicità del pensiero medico.
Claudia Pancino ha insegnato Storia sociale e Storia del corpo all’Università di Bologna. Ha dedicato diverse pubblicazioni alla storia del parto e della nascita, alle rappresentazioni del corpo umano, alla professione medica, ai rapporti fra politica e salute, alla storia sociale della medicina e a quella della cura dell’infanzia. Tra i suoi libri: Corpi. Storia, metafore, rappresentazioni tra medioevo e età contemporanea (Marsilio, 2000); Storia sociale. Metodi, esempi, strumenti (Marsilio 2003); La natura dei bambini. Cura del corpo, malattie e medicina della prima infanzia fra Cinquecento e Settecento (Bononia University Press, 2015) ; Cuore. Storia, metafore, immagini e palpiti (Fefè Editore, 2020); Storia della nascita (Bononia University Press, 2021).
A cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea