Cos'è
Una parte consistente degli studi nel campo della storia visuale riguarda fonti “non convenzionali”, ancora oggi in gran parte inesplorate: le stampe illustrate e gli oggetti effimeri di ampia diffusione o i giochi da tavolo, che solo di recente iniziano ad essere apprezzati come fonte preziosa per gli studi storici. Un altro esempio sono i libri pop-up, sia nelle primissime versioni dedicate a un pubblico colto, sia nelle versioni tipicamente ottocentesche rivolte ai bambini. Il ciclo “Emersioni di carta”, giunto alla quarta tappa di un percorso itinerante che ha toccato Torino, Milano e Trento, vuole concentrarsi su questo tipo di fonti, utilizzando, come prospettiva privilegiata per studiarle, la caratteristica della “emersività”, per cui un determinato mezzo trascende i propri confini fisici, creando così un'efficace interferenza tra lo spazio mediatico e lo spazio dell'osservatore (o lettore, o utente). Questo è ciò che accade oggi con le applicazioni di realtà aumentata, attraverso le quali lo spazio “reale” prende vita con oggetti e contenuti visibili grazie a dispositivi ottici all'avanguardia, come gli hololens per la realtà aumentata. Ma questa stessa caratteristica si può ritrovare anche nel passato, in tutti quei mezzi cartacei in grado di sfruttare tecnologie sofisticate, grazie alle quali da una pagina o da un tabellone di gioco si poteva entrare nell'ambiente immediatamente circostante.
L'incontro presso la Biblioteca Ariostea di Ferrara vedrà la partecipazione di Michela Giacomelli, dottoranda in Scienze documentarie, linguistiche e letterarie che si occupa specificamente di libri anatomici interattivi, e permetterà di entrare nel merito dell’emersività in relazione alla circolazione dei saperi scientifici della prima età moderna e di riflettere su come e quanto le tecnologie della carta abbiano consentito di
trasformare la fruizione e l’assimilazione di conoscenze medico-anatomiche.
Elisa Marazzi è professoressa associata all’Università degli Studi di Milano, dove insegna Storia della stampa e dell’editoria e Storia degli archivi e delle biblioteche. Ha dedicato le sue prime ricerche all’editoria scolastico-educativa otto-novecentesca per poi occuparsi di generi di larga circolazione (almanacchi, fogli volanti, libretti di piccolo formato dai contenuti educativi, pratici, divulgativi) e delle relative pratiche di lettura. Tra le sue pubblicazioni, ricordiamo: “Libri per diventare italiani. L'editoria per la scuola a Milano nel secondo Ottocento” (FrancoAngeli Editore, 2014); “Sotto il segno di Barbanera. Continuità e trasformazioni di un almanacco tra XVIII e XXI secolo” (Mimesis, 2017).
Ilaria Ampollini è ricercatrice in Storia della Scienza presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università di Ferrara. Le sue ricerche vertono perlopiù sulla storia della divulgazione scientifica e della circolazione dei saperi, in riferimento al XVIII e XIX secolo e con un deciso focus sugli aspetti di storia visuale e materiale. Oltre a numerosi articoli dedicati allo studio di queste fonti, è autrice del volume “Cronaca di una cometa non annunciata: astronomia e comunicazione della scienza nel XVIII secolo” (Carocci, 2019).