Spazio Michelangelo Antonioni a Ferrara, c’è il concept del progetto

Gulinelli: “Luogo non solo dedicato alla memoria ma all’eredità del maestro”. E 'Cammini' propone un itinerario dedicato al grande regista

Data:

11/03/2022

Un'immagine generica segnaposto con angoli arrotondati in una figura.

Prosegue il percorso verso la creazione del nuovo Spazio Michelangelo Antonioni al Padiglione di Arte Contemporanea di Ferrara. Il concept è già sulla carta. Nei giorni scorsi, a Roma, in una riunione presso lo studio di architettura Alvisi Kirimoto, si è fatto il punto sul progetto preliminare. Il curatore, d’intesa con Vittorio Sgarbi, Enrica Fico e l’Amministrazione comunale di Ferrara, è Dominique Païni, già direttore del Cinémathèque française e curatore della mostra “Antonioni e le arti", ospitata a palazzo dei Diamanti nel 2013 ed ‘esportata’ a Parigi, Bruxelles, Amsterdam.

 

Lo Spazio accoglierà aree con funzioni differenti, adatte a diverse tipologie di pubblico, di ogni età. “Una sorta di scrigno della cinematografia inserito nel Quadrivio”, dice l’assessore Marco Gulinelli, presente alla riunione. Tra piano terra e primo piano saranno posizionati allestimenti, mobili e modulabili, per realizzare, di volta in volta, diverse esposizioni, in un dialogo con tutte le arti con cui si mise in relazione Antonioni.

 

Non sarà rappresentata solo la storia del cinema, ma anche la pittura, la fotografia, la letteratura. Saranno contenuti libri, quadri, corrispondenza, sceneggiature, appunti del regista. Una sezione sarà dedicata alle grandi donne del cinema, come Lucia Bosé e Monica Vitti, che ispirarono Antonioni, altre a focus tematici.

 

Così, ad esempio, le scene di Deserto Rosso, primo lungometraggio a colori del regista, potranno essere l’occasione per uno sguardo all’Italia in crisi, con rimandi alla pittura e all’ispirazione artistica di autori del ‘900. Il primo piano conterrà anche uno spazio polifunzionale per seminari, convegni, giornate di studio, proiezioni.

 

Sarà qui presente anche un’area dedicata all’esplorazione, da parte di Antonioni, di mondi lontani dalla cultura e dalla civiltà latina. L’ispirazione è a film come Blow-Up, Zabriskie Point, Professione: reporter. Qui il dialogo sarà, in particolare, con l’arte fotografica, che lascerà spazio a nomi come Bruce Davidson, Don McCullin, i fotografi che collaborarono con il Maestro.

 

Il percorso procederà, seguendo la carriera e l’arte di Antonioni e arrivando a Ferrara. Il ritorno nella città estense sarà simbolicamente rappresentato dal film Al di là delle Nuvole. “Gli spazi saranno in collegamento con parco Massari e con palazzo Massari, di prossima riqualificazione”, spiega Gulinelli. “Sui contenuti del progetto c’è ampia condivisione. I locali del Pac e l’area esterna possono essere il luogo giusto per accogliere l’eredità di Antonioni, dove osservare, riflettere, imparare, studiare, sognare.

 

C’è ampio interesse e grande aspettativa anche da parte del cinema internazionale”, dice Gulinelli. “Siamo vicini dall’obiettivo storico di creare un luogo che raccolga questo patrimonio. Il progetto è un’opportunità straordinaria per conservare la memoria dell’opera di Antonioni e per portare il suo insegnamento alle generazioni più giovani”. Intanto l’ultimo numero, nelle edicole, di Cammini, allegato a Meridiani, ospita un ampio servizio sul Cammino di Sant’Antonio, che passa proprio dalla città estense.

 

Il giornalista Andrea Bertuzzi conduce, come lui stesso racconta, “ alla scoperta dei luoghi legati ad Antonioni: dalla casa in cui trascorse l’infanzia e la giovinezza alla basilica di San Giorgio fuori le mura, sul cui campanile, da giovane, Antonioni salvò un gatto; dal Club Marfisa, dove il maestro giocava a tennis con l’amico Giorgio Bassani, a Palazzo Prosperi Sacrati, location di vari suoi film. Il racconto è guidato dalla voce di Elisabetta Antonioni, che svela aneddoti e curiosità sui luoghi toccati da questo itinerario”.

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Data pubblicazione

11/03/2022

Aggiornamento

11/03/2022 16:06