NON È VERO MA CI CREDO

Fake news, superstizioni e deliri nella vita e nell’opera di Philip K. Dick

Incontro con Stefano Caracciolo (già professore ordinario di Psicologia Clinica, Università di Ferrara) presso la Biblioteca Comunale Ariostea

Un'immagine generica segnaposto con angoli arrotondati in una figura.

Cos'è

Philip K. Dick (1928-1982) rappresenta uno dei casi più complessi e paradigmatici di intersezione fra psicopatologia, creatività letteraria e costruzione narrativa del sé nel panorama della letteratura del Novecento. La sua opera, apparentemente inscrivibile nel genere della fantascienza, si configura in realtà come un’estesa indagine psicologica e metacognitiva sui processi di percezione della realtà, sulla frammentazione dell’identità e sulla natura fallibile della memoria.

L’approccio psicobiografico alla sua vita e alle sue opere consente di evitare riduzionismi diagnostici semplicistici, per esplorare come i tratti di personalità di Dick, i sintomi psicopatologici documentati e la sua esperienza esistenziale abbiano informato in modo strutturale la sua produzione narrativa. La sua opera è più che mai attuale e vivace in questa epoca di pseudoscienze, intelligenze artificiali ben poco intelligenti e di fake news. L’ipotesi centrale, quindi, è che la psicopatologia di Dick non sia un semplice “sfondo” biografico, né un fattore esterno alla sua opera, ma una vera e propria matrice generativa della sua creatività: i suoi romanzi e racconti possono essere letti come dispositivi narrativi di autoriflessione clinica, nei quali il soggetto sperimenta, scompone e ricompone i propri stati mentali attraverso personaggi, mondi alternativi e strutture temporali instabili.

A chi è rivolto

A tutti

Date e orari

19 mar 2026

17:00 - Inizio evento

19 mar 2026

19:00 - Fine evento

Giovedì 19 marzo 2026, ore 17

Costi

Iniziativa gratuita, accesso libero

Contatti

Organizzato da

Ciclo “Anatomie della mente. Conferenze dei Giovedì di Psicologia-Anno XIX”

Contatto:

archibiblio@edu.comune.fe.it