Cos'è
Nell’ambito della terza edizione di “Vivere il Patrimonio UNESCO. Cultura ed esperienze artistiche a Ferrara e nel suo territorio in età umanistica e rinascimentale” / Ottava edizione “Non solo arte”. Conversazioni di storia dell’arte a Palazzo Paradiso.
L’idea di una “mostra d’arte del 400-500 ferrarese” a Palazzo dei Diamanti, quale “più grande avvenimento del Centenario Ariostesco”, fu concepita nel 1932 nell’ambito dell’entourage di Italo Balbo, con l’autorevole avallo dello storico dell’arte Adolfo Venturi. La responsabilità del programma scientifico, la direzione generale e la promozione della mostra furono affidate a Nino Barbantini, organizzatore culturale di provata capacità. L’“Esposizione della pittura ferrarese del Rinascimento” fu inaugurata il 7 maggio 1933: oltre duecentocinquanta le opere esposte (tra pitture, miniature, disegni, sculture, medaglie ecc.), provenienti da collezioni private e pubbliche, italiane e straniere. Nei quattordici mesi complessivi di apertura (7 maggio-31 ottobre 1933; 15 marzo-30 giugno 1934) la mostra accolse un numero di visitatori eccezionalmente elevato per i tempi. Impostati sulla lezione venturiana e l’aggiornamento berensoniano, l’allestimento espositivo e il catalogo della “Mostra di Ferrara” fornirono il destro al critico d’arte Roberto Longhi per una minuziosa recensione: Officina ferrarese (1934) (seguita dagli Ampliamenti 1940 e dai Nuovi ampliamenti 1940-55), che “ha rinnovato radicalmente la conoscenza della pittura ferrarese” (M. Natale).
Il progetto di promozione culturale si avvale del patrocinio del Comune di Ferrara, con il contributo della Società Dante Alighieri (Sede Centrale).