Cos'è
La conferenza costituisce una sorta di introduzione al convegno che si terrà il 16 e il 21 ottobre, sempre in Biblioteca Ariostea. La figura dell'umanista ferrarese Olimpia Morata viene ricostruita attraverso le testimonianze dei contemporanei, le annotazioni autobiografiche presenti nei suoi scritti, i giudizi a volte contrastanti dei moderni. Da 'enfant prodige' a giovane donna prematuramente travolta da eventi drammatici, la sua breve vita si snoda attraverso l'ambiente familiare, la vicinanza alla Riforma protestante, la corte estense, il matrimonio, il trasferimento in Germania e le guerre religiose, in un percorso intellettuale, spirituale e religioso che finirà col renderla un modello ideale di fede per i Riformati del Cinquecento. Su di lei, sugli eventi della sua vita, sui suoi scritti, sul suo cammino di fede, sul suo essere donna in un mondo maschile, c'è ancora molto da scoprire per illuminarne appieno la vita e il pensiero.
Claudia Pandolfi ha insegnato presso le Università di Urbino, Bologna e Ferrara, dove ha ricoperto gli incarichi di Lingua e letteratura latina, Filologia latina medievale e umanistica, Cultura medievale e umanistica. Oltre ad alcuni contributi sulla latinità classica, ha dedicato numerosi studi alla latinitas di Giambattista Vico, curando fra l’altro l’edizione critica e la traduzione della Coniuratio Principum Neapolitanorum (Morano 1992). I suoi interessi per l’età umanistica l’hanno condotta ad occuparsi di diversi autori, e ad approntare le edizioni critiche e le traduzioni dei Dialogi duo de poetis nostrorum temporum di Lilio Gregorio Giraldi (Corbo 1999), e dell’Orazione per le nozze di Alfonso d’Este e Lucrezia Borgia di Pellegrino Prisciani ( Dep. Prov. Ferrarese di Storia Patria 2004). Si è dedicata anche alla favolistica medievale, con particolare attenzione al simbolismo animale, e ha pubblicato un volumetto sul garum, ricostruendo la complessa storia di questa antica e misteriosa salsa di pesce (Garum, Licosia 2016).