Cos'è
In dialogo con Mirna Bonazza (conservatore e responsabile U.O. Biblioteche del Servizio Biblioteche e Archivi).
Il corposo manoscritto BCAFe, Classe II 147, Ricettario del XVI sec., opera di tre scriventi, è stato finora studiato e scomposto seguendo interessi circoscritti. Dalla trascrizione e revisione di tutto il ricettario emergono precise denotazioni locali che concedono di calarlo nel contesto storico della corte estense. Il primo e il secondo compilatore non si limitano, infatti, a copiare ricette, anzitutto quelle in latino, ma ne attribuiscono alcune ad artisti e artigiani che operarono a Ferrara nel Cinquecento, come, ad esempio, Nicolò Pisano e il doratore Tonetto. Altre istruzioni, per candire frutta e verdura, provengono dall’ambasciatore estense Pietro Torelli, in missione a Napoli nel 1532-34, mentre il farmacista ducale Tommaso da Lucca confetta zenzero utilizzando «sabione e acqua di Po». Le numerose aggiunte, vergate negli spazi lasciati bianchi dal primo compilatore, sono di Marco Savonarola, cappellano di Alfonso II, come dimostra l’esame comparativo della scrittura effettuato. Le ricette cosmetiche si devono a un terzo anonimo personaggio, che non cita persone. Tuttavia alcune di esse si individuano nel Ricettario di Caterina Sforza, cognata di Alfonso I d’Este. Tutto il manoscritto è, infine, una miniera di voci consolidate entro la circolazione locale che documentano, come si vedrà nel Glossario, un lessico d’uso in parte ancor vivo.
Marcella Marighelli è nata nel 1946 a Ferrara, dove ha poi insegnato italiano e storia nelle scuole superiori. Socia dell'Accademia delle Scienze dal 1975, si interessa di storia locale della medicina, della farmacia, della gastronomia e della lingua. Ha collaborato ad alcune riviste e quotidiani come: La Pianura, Ferrara, La Nuova Ferrara e Il Resto del Carlino. Ha partecipato a convegni promossi dall'Accademia di Storia di Farmacia e dalla Società Italiana di Storia della Medicina.
Ha pubblicato: De fructibus vescendis di Battista Massa da Argenta (1989); La Cucina Ferrarese (1993); Un libro di spese di Leonora d'Este (1996); Il boschetto degli ammorbati (2003); Note sugli artisti citati nel ricettario del XVI secolo, già Pseudo-Savonarola, della Biblioteca Comunale Ariostea di Ferrara (2022).