I lavori all’ex Mof portano alla luce le fondazioni delle antiche mura meridionali

Scoperti anche numerosi reperti, provenienti da una antica fornace fusoria, come numerose scorie in ferro e bronzo

Data:

14/06/2023

Un'immagine generica segnaposto con angoli arrotondati in una figura.

I lavori di riqualificazione del varco nelle mura posto all’incrocio tra corso Isonzo e via Rampari San Paolo portano in luce le fondazioni delle antiche mura meridionali della città, edificate attorno ai primi del Seicento e abbattute tra il 1920 e il 1930: il progetto vide la collaborazione del famoso architetto Giambattista Aleotti e prevedeva la costruzione di una cortina muraria che collegasse Porta San Paolo (Porta Paola) alla recente fortezza pontificia.

 

Da indagini preventive rispetto all’intervento (inserito nel contesto dei lotti del bando periferie) sono inoltre emersi ingenti riporti di terreno composti da sabbie, macerie e scarichi di materiale in ceramica e proveniente da una fornace fusoria, con numerose scorie in ferro e bronzo: questi livelli di terreno dovevano formare un ampio terrapieno che fortificasse le mura da attacchi con armi da fuoco.

 

Gli interventi di scavo hanno permesso di indagare la tecnica costruttiva di questo tratto della cinta muraria, sorretto sul lato interno da una serie di contrafforti a scarpa, posti a 4 metri l’uno dall’altro, e di recuperare una notevole quantità di materiale databile fra la fine del ‘500 e i primissimi anni del ‘600. A realizzare le indagini è stato l’archeologo, incaricato dal Comune, Marco Bruni, con la direzione scientifica dapprima della dottoressa Chiara Guarnieri, da qualche settimana in pensione, e attualmente della dottoressa Carolina Ascari Raccagni, funzionarie della Soprintendenza.     

 

Ora, nell’esecuzione dei lavori, che porteranno alla realizzazione di una piazza alberata, si terrà conto del tracciato delle antiche fortificazioni che saranno protette prima di procedere con l’intervento di realizzazione della piazza. Di esse si terrà traccia in una profilazione in lastre di trachite, che segneranno in superficie il perimetro delle antiche mura. 

 

“Un pezzo di storia di Ferrara torna a svelarsi, mostrando testimonianze di un passato lontano che sempre affascina e che sempre aggiunge pezzi di conoscenza allo studio e alla ricerca - dice il sindaco Alan Fabbri -. Grazie ai professionisti che, con grande passione, stanno operando nell’area del cantiere per la tutela dei reperti, l’approfondimento, le analisi, collaborando con le imprese.  Esprimo un pensiero di ringraziamento, in particolare, alla dottoressa Ascari Raccagni, a cui va il nostro benvenuto a Ferrara, e alla dottoressa Guarnieri, da qualche giorno in pensione ma sempre disponibile a offrire il suo prezioso contributo scientifico per i progetti di conoscenza della città, divulgativi, di coinvolgimento delle scuole”. 

 

Le scoperte erano sicuramente attese dai professionisti ma hanno consentito - come spiegano gli addetti ai lavori - di prendere diretta visione e di constatare direttamente le quote a cui si pongono le antiche mura. Verifiche, queste, necessarie, sia ai fini degli studi sia per l’esecuzione dei lavori e la posa dei sottoservizi (che così non impatteranno col patrimonio storico).  Il progetto e il supporto alla direzione lavori (in capo alla cooperativa Mate di Bologna) porta invece la firma dell’architetto Elisa Uccellatori, della società Città della Cultura/Cultura della Città. 

 

Il quadrante a sud-ovest della città storica, sul quale è stato realizzato il complesso del mercato ortofrutticolo, era precedentemente occupato dalla Fortezza Pontificia, demolita dopo il 1862. A seguito della demolizione - e del conseguente abbandono dell’area da parte delle autorità militari - furono redatti i primi progetti di recupero, che portarono alla realizzazione di acquedotto, stadio, villette e area residenziale, quindi i servizi.

 

Fra via Darsena e corso Isonzo iniziò la costruzione della struttura del Mof: l’area urbana in cui è stata edificata negli anni 1936-37 la palazzina dell’ex mercato ortofrutticolo fa parte della cosiddetta Addizione Novecentista e comprende l’edificio degli scambi e il grande recinto del mercato retrostante. Proprio per realizzare il complesso, in quegli anni venne abbattuto il tratto delle mura meridionali adiacenti la Fortezza che oggi è tornato alla luce.

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Data pubblicazione

14/06/2023

Aggiornamento

14/06/2023 15:26