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(sede delle riunioni della sezione provinciale dell'AMCI) |
In fondo alla via Ripa Grande, ora Carlo Mayr, esisteva la Porta di Sotto,
dalla quale si entrava al Borgo detto Pioppa o Massa Popolare. Lo storico Alfonso
Sautto in una sua ricerca così ne motivava l'origine:
"Il Duca Alfonso d'Este, per difendersi dall'esercito del Papa Giulio II, assoldò
molte milizie, fece fondere nuovi cannoni, fece abbattere la torre di San Clemente,
che guardava il ponte di Castel Tebaldo e fece smantellare l'altra Torre, situata
presso la Porta di Sotto.
Tra le pietre abbattute di quest'ultima torre, che dovevano servire alla costruzione
di nuovi resistenti ripari, si trovarono intatte alcune pietre, sulle quali era dipinta
una Madonna del secolo XIII".
Aggiunge lo Scalabrini: "...non solo non si scomposero, ma essendo cadute nel Pantano della Fossa, il volto di Lei non si era imbrattato, tanto più che per la ruina, e caduta delle pietre, tutte erano restate disgiunte fuor quelle, su le quali era dipinta la Santa Immagine...".
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Il P. Gianbattista Ferrari, superiore della Comunità Camilliana, nel 1784, così
commenta: "Alla vista di tanto prodigio, Ferrara tutta accorre a venerare quella Imagine,
che per ordine dello stesso Alfonso, venne attaccata in un vicino bastione. Senonché,
trascorsi appena pochi anni, e crescendo da una parte il numero delle grazie che
dispensava la Vergine, e dall'altre il numero dei fedeli, che accorrevano a venerarla,
si fabbricò a spese degli stessi divoti l'attuale chiesa della Madonnina". Il dipinto della Madonna fu trasportato nella chiesa della Visitazione assieme al masso di pietra sottostante. Da allora il popolo ferrarese lo vide collocato in una parete a destra e soltanto più tardi, completato dall'immagine di Gesù Bambino, ritto in piedi sulle ginocchia della Madonna, lo preferì decorosamente sistemato al centro dell'abside, dietro l'altar maggiore, fatto oggetto di una sempre più viva devozione.
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La chiesa ha una notevole dotazione di opere pittoriche: in presbiterio, nella parete
destra, è collocato un San Girolamo su tavola di legno, attribuito a Sebastiano Lippi,
detto il Bastianino (sec. XVI).
Nella parete di fronte vi è la Madonna di Reggio, attribuita allo Scarsellino. Nelle
pareti laterali della stessa cappella si possono ammirare due pregevoli opere,
attribuite a Gaspare Venturini: la Natività della Vergine e l'Assunzione di Maria (sec.
XVI). Più in basso in una piccola nicchia vi è un'opera moderna: la testa di Gesù,
coronata di spine, della scultrice contemporanea Mirella Guidetti Giacomelli.
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Appena fuori della cappella, sopra la porta laterale, è collocato il quadro
dell'Incoronazione di Maria, attribuito a Gaspare Venturini. Come pala dell'altare
di destra vi è il ritratto di San Camillo de' Lellis del parmigiano Giuseppe Peroni
(sec. XVIII). Lateralmente, sopra il confessionale, in angolo a destra, vi è il quadro di San Tommaso apostolo, che tocca il costato di Gesù risorto, opera di Carlo Ricci (sec. XVIII). Nella parete di sinistra, sopra il Battistero, si può ammirare la pregevole raffigurazione su tela della Sacra Famiglia, attribuita a Francesco Parolini. |
Come pala dell'altare nella parete di sinistra vi è un quadro ovale che raffigura Cristo
che scende dalla croce verso S. Lutgarda (sec. XIX). Come sottoquadro vi è un Sacro Cuore
del contemporaneo William Artini. A destra dello stesso altare è posto un quadro, che
raffigura San Carlo Borromeo, opera pregevole attribuita a Carlo Bonone (sec. XVIII).
Nella cappella di sinistra è collocato sulla parete laterale un quadro raffigurante la
"visione di un Santo", attribuito a Stefano da Ferrara (sec. XVIII). La pala dell'altare,
che rappresenta San Gaspare del Bufalo e San Francesco Saverio, è del contemporaneo G.
Longanesi. La Via Crucis, costruita con formelle in cotto, è opera della contemporanea
Mirella Guidetti Giacomelli.
Nella cappellina al primo piano è posta una Via Crucis in tela (sec. XVIII). Manca il quadro della decima stazione a causa di un furto, operato nel 1981.
![]() | La Chiesa fino al 1915 fu retta da un sacerdote diocesano e nello stesso anno la rettoria fu affidata ai Religiosi di San Camillo de' Lellis, detti Ministri degli Infermi, che, pur con qualche intervallo, introdotto dai difficili rapporti con le autorità civili, l'amministrarono fino al 1920. Dopo un decennio fu affidata ai Missionari del Preziosissimo Sangue, che la ufficiarono come chiesa succursale di S. Maria in Vado. Il primo ottobre 1957 per iniziativa dell'Arcivescovo di Ferrara Mons. Natale Mosconi fu eretta a sede di nuova parrocchia, formata con uno stralcio delle vicine parrocchie di S. Maria in Vado e S. Francesca Romana. Il ministero parrocchiale è stato affidato al sacerdote diocesano Mons. Giulio Malacarne. Tuttora il tempio, sede parrocchiale, conserva il nome originario di Chiesa della Visitazione di Maria, detta "La Madonnina" e fa parte del vicariato urbano. |